Se i bambini ed i ragazzi sperimentano situazioni in cui possono parlare delle loro conflittualità con adulti comprensivi, empatici, non giudicanti e disponibili ad aiutare, più facilmente si confidano quando si verificano situazioni di bullismo, perchè hanno sperimentato di potersi fidare dell'adulto e del fatto che questi concorderà con loro ogni iniziativa concreta che prenderà, anche di fronte a situazioni di particolare gravità.

Mediamente un 10% di ragazzi è refrattario agli interventi generali di prevenzione, per cui in ogni scuola si verificano situazioni di prepotenza e gli alunni che vengono presi di mira e che subiscono maltrattamenti vengono spesso minacciati e tendono a non raccontare ciò che succede, per paura di ripercussioni. Una diffusa sensibilizzazione tra tutti gli studenti e una responsabilizzazione delle singole classi, favorisce un atteggiamento attivo da parte di coloro che non subiscono e non agiscono prepotenze, che rappresentano la grande risorsa per il contrasto al bullismo.

Il cyberbullismo, che è strettamente connesso al bullismo offline, per le sue caratteristiche contribuisce ancora di più all'isolamento delle vittime e necessita a maggior ragione di interventi che stimolino il confronto, il dialogo e la condivisione tra studenti e docenti.