×
Pubblicazione nuovi messaggi (22 Set 2009)

I messaggi sono soggetti a moderazione prima di essere pubblicati.

Richiesta opinione e suggerimento

Di più
7 Anni 3 Mesi fa - 7 Anni 3 Mesi fa #67 da O. F.
O. F. ha risposto alla discussione Re: Richiesta opinione e suggerimento
Gentile signora Z....

La situazione da lei descritta in dettaglio, sembra proprio configurarsi come una forma di bullismo.
Comprendo che in quinta stia peggiorando, perché queste situazioni se non affrontate adeguatamente non possono che peggiorare. Anche per il fatto che crescendo, i bambini si organizzano in autonomia e sono sempre più indifferenti agli interventi dei propri genitori, soprattutto coloro che agiscono prepotenza, ammesso poi che i genitori siano effettivamente convinti della necessità di un intervento educativo.
In questi casi, sono solito consigliare un intervento diretto di uno specialista con la classe (sul genere di quelli che io chiamo 'percorsi emotivo relazionali'), intervento che dovrebbe prevedere dai 6 ai 10 incontri, possibilmente in compresenza con la maestra più disponibile. Se infatti quanto in questi anni attuato da voi genitori e dalle insegnanti non ha sortito l'effetto di un cambiamento positivo, significa che non è stato fatto abbastanza o non si è riusciti a far leva sull'emotività del gruppo.

Da ciò che lei descrive, sembra che solo il dirigente scolastico possa farsi carico di attivare un intervento deciso ed approfondito.

Qualora ciò non fosse possibile, le altre soluzioni non possono che essere parzialmente risolutive, più nell'ottica di una riduzione del danno che di un cambiamento sostanziale. Penso a sostenere la figlia in tutti i modi utili affinché cerchi amicizie al di fuori della classe che possano compensare la situazione negativa ed in parallelo far comprendere ai docenti che debbono intervenire per impedire le prese in giro (come intervento minimo da parte loro). Si tratta di ridurre gli episodi ed al tempo stesso favorire nella figlia una specie di 'immunizzazione', in attesa che finisca la scuola e che con il cambio del prossimo anno possa trovare un nuovo ambiente.

Un'altra soluzione potrebbero essere il cambio di scuola, ma ad anno già iniziato ed in una quinta classe, la vedo come una soluzione molto stressante e rischiosa.
Ricorrere alle vie legali (si veda l'articolo "Il Bullismo e il diritto: come può reagire la vittima." nel mio sito, a tal proposito) rappresenta l'ultima soluzione, anche perché porta sempre ad un aumento di ostilità nei confronti della 'vittima', non solo da parte dei bambini, ma anche degli adulti, che spesso si ripercuote sulla vita sociale, nei casi peggiori anche per anni.

Una buona cosa sarebbe poter coinvolgere altri genitori (quelli con figli che non agiscono prepotenza) per supportare la richiesta di un intervento decisivo con la classe, perché se siete solo voi a portare il problema, da come mi ha descritto il contesto ambientale, potrebbe essere vissuto come un problema della bambina e non di chi la prende di mira.
Mi fa pensare ad alcune situazioni che ho sperimentato in contesti di piccole realtà urbane in cui chi viene da fuori fa molta fatica ad essere veramente accettato ed integrato.

Mi faccia sapere come evolve la situazione.

O.F.

O. Facchinetti
Amministratore
Ultima modifica: 7 Anni 3 Mesi fa da O. F..

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

  • Utente reso anonimo
  • Avatar di Utente reso anonimo Autore della discussione
  • Offline
  • Fresh Boarder
  • Fresh Boarder
Di più
7 Anni 3 Mesi fa #66 da Utente reso anonimo
Utente reso anonimo ha creato la discussione Richiesta opinione e suggerimento
Buongiorno,
ho visitato il suo sito web, spinta dalla necessità e dal bisogno di avere informazioni e di conoscere meglio il problema, dal momento che credo riguardi anche mia figlia. Mi piace.
Le sto scrivendo per avere un consiglio.

Per rendere più fluido il racconto, glielo suddivido in punti:

a) mia figlia ha attualmente 10 anni, frequenta la V elementare e si chiama A.. Viviamo in Xxxxxx da 5 anni, proveniamo da Yyyyyy.
E' stato difficile per noi comprendere questo tessuto sociale così chiuso, spesso bigotto e pauroso di tutto ciò che viene dall'esterno e dove la parola comunicazione e confronto è qualcosa di assolutamente non necessario, Quando noi insegniamo ai nostri figli che Gandhi ha cambiato una parte di mondo proprio con la comunicazione !!!

b) A. è una bambina vivace, allegra, molto comunicativa, intelligente, con personalità e molto generosa. Ha una sorprendente capacità di mettere a fuoco le persone, in modo molto acuto.
I suoi difetti sono che è un po' troppo perfezionista, si lamenta spesso, forse un po' viziata

c) in classe la situazione era la seguente: gruppo dei "monelli" (circa 8), gruppo dei "buoni" (circa 7, di cui faceva parte A.) gruppo di chi c'è ma non si sente (circa 2/3).
Il gruppo dei buoni purtroppo non ha mai mostrato carattere e personalità, tranne A. che è spesso intervenuta dicendo la sua opinione.
Purtroppo, il credo comune dei genitori dei buoni era (ora spero che pian piano si modifichi) che chi parla è linguacciuto e quindi "monello", chi non parla, non esprime opinioni, si fa gli affari suoi, non si intromette, è "bravo" !?
Quindi, per loro, o si era buoni e contenuti o con personalità e "monelli".
A. invece è buona e con personalità, quindi forse un caso strano per tutti loro...bò.

d) dall'inizio della terza elementare A. ha sempre lamentato comportamenti di presa in giro continua e di attacco, ingiustificati e casuali nei suoi confronti, da parte di un gruppo di bambini (principalmente femmine e qualche maschio), con conseguente disagio.
In alcuni momenti piangeva, in altri diceva che non voleva andare più a scuola ecc.
I componenti di questo gruppo sono sempre stati gli stessi e a turno e a periodi alternati infastidivano A.,, coinvolgendo anche gli altri del gruppo

e) ne abbiamo sempre parlato in famiglia, cercando di approfondire il problema e comprendere bene chi, quando e come avesse questi atteggiamenti nei suoi confronti

Le abbiamo spiegato che l'imperfezione appartiene alla vita e che ci sono persone buone, persone meno buone, chi irrita, chi infastidisce ecc. e che bisogna imparare ad affrontare ogni tipo di persona.
Per noi la cosa più difficile era capire in quale misura la sua percezione del problema fosse reale e quanto invece fosse amplificata dalla sua inesperienza, dal suo carattere ecc.

f) invitando alcune amiche di classe a casa nostra ne abbiamo approfittato per chiedere come andava la scuola e cosa succedeva e puntualmente ci veniva confermato che ciò che diceva A. era vero

g) insieme abbiamo provato diverse strategie, prima A. ha iniziato col rispondere agli attacchi, poi non funzionando ha provato con il silenzio, poi non funzionando ha provato con l'atteggiamento secco e determinato (anche se non credo ci sia mai riuscita in questo tipo di atteggiam. che forse è più semplice per un adulto)

h) sembrava che niente funzionasse, questi bambini erano inarrestabili e qualunque cosa non funzionava

i) dopo un episodio (secondo me molto esplicativo del bullismo) di coalizione del gruppo nei suoi confronti, durante il pranzo a scuola, senza alcuna motivazione e dove era EVIDENTE LA VOLONTA' DI COLPIRE, FARE MALE, FERIRE, sono intervenuta andando direttamente dalle maestre

l) purtroppo anche le maestre mi hanno confermato quanto detto da A. (ennesima prova che ciò che A. diceva era vero) e hanno avuto una reazione di chiusura.
Secondo loro si trattava di evento normale, A. doveva imparare a difendersi da sola...loro erano intervenute spiegando alla classe che quanto accaduto non era giusto e io non dovevo occuparmi di ciò.
Sono sobbalzate alla parola "bullismo".....perchè ???
Potremmo chiamarlo anche cipollismo, cosa cambia ? Ciò che conta è l'essenza del problema, non il nome che gli si attribuisce.
(A cosa serve avere paura di un problema ?
Qui tutti hanno paura di tutto, della parole droga, anoressia, bulimia, bullismo, sesso, alcool....ma l'educazione e la preparazione dei nostri figli alla vita deve necessariamente passare (nelle giuste modalità) anche dai problemi della vita.
Conoscere il problema vuol dire prevenirlo ed essere un pò preparati quando si presenta !). SCUSI LO SFOGO.

m) nessun genitore è stato informato di quanto accaduto quindi nessuno sapeva niente e nessuno poteva intervenire per correggere il comportamento dei propri figli

n) per un pò di mesi, le maestre erano allertate, io avevo mostrato di essere infastidita e di pretendere il loro intervento e la loro supervisione. Le maestre quando si presentava un attacco dicevano "A., di qui ti entra e di qui ti esce".
C'è stato il miglioramento della situazione, i bambini erano allerta per l'attenzione delle maestre e per la paura del coinvolgimento dei genitori.
Ovviamente dopo un pò sono ricominciati gli episodi, questa volta il leader del gruppo era un altro (una bambina)

o) riaffronta il problema, rifai la procedura dell'altra volta...niente cambia.
Incredibile come questi atteggiamenti sembrino inarrestabili fino a quando non interviene l'adulto.
Allora ho deciso di colpire nel lato debole, quindi la paura del genitore, così sono andata a parlare direttamente con la mamma della bimba, davanti a A. e all'altra bimba.
La bambina ha confermato davanti a noi che quanto diceva A. era vero, ha pianto e da allora la situazione è migliorata (con questa bambina).

p) all'inizio della quarta stesse problematiche...
Abbiamo parlato con A., coinvolto le maestre, coinvolto i genitori della bimba che questa volta era di turno e tutto è migliorato (anche se questi attacchi ripetuti, ingiustificati e intenzionali, ci sono sempre stati, cambiava solo la persona che guidava il gruppo. Chi era già stato sorpreso e sgridato dai genitori si comportava meglio - non bene - chi non era stato ancora sorpreso proseguiva)

q) nel frattempo c'era tensione in classe, le maestre si lamentavano del comportamento dei bimbi (casualmente erano sempre coinvolti i bambini del gruppo che importunava A.) ma non hanno mai fatti grandi cose se non qualche sgridata, qualche nota di classe quando i bimbi parlavano troppo o disturbavano la lezione.

r) da parte delle maestre, mai nessun intervento mirato, mai l'elasticità e la voglia di riconoscere il problema, mai il desiderio di coinvolgere i genitori, di fare nomi, di insegnare qualcosa ai bambini che andasse oltre la didattica

s) siamo in quinta elementare e tutto si è ripresentato, ma IN REALTA' NON E' MAI FINITO, SI E' SOLO ATTENUATO IN ALCUNI MOMENTI DANDO LA PERCEZIONE CHE TUTTO FOSSE PIU' SOPPORTABILE.
Ora è più travolgente di prima.
Ora A. non vuole più mangiare a scuola e la situazione sembra molto molto pesante (ovviamente per A.).
Dopo un mese di osservazione del problema, di dialogo con A., di approfondimenti fatti con compagne di classe di A., io e mio marito abbiamo deciso di intervenire e subito !!!
Ci sono sempre attacchi ripetuti e incessanti da parte del gruppo, nei confronti di A., per tutta la durata di ogni pranzo. Prese in giro, attacchi, risate, scherni ecc. ecc.
Le maestre sono presenti ma è come se non ci fossero.
Ora basta !

Stiamo pianificando una modalità di intervento che sia quella più giusta possibile tenendo conto di tanti fattori.
Questa volta, andiamo fino in fondo e diamo un nome ad ogni cosa.
Non siamo più disposti a sentire frasi come "..sono bambini devono imparare a difendersi"...."bisogna lasciare perdere"...."di qui ti entra di qui ti esce"...ecc.

Lei cosa ne pensa di tutta la faccenda ?

La ringrazio per la sua attenzione e aspetto una sua gentile risposta.

Cordiali saluti.

(Utente reso anonimo)

Si prega Accedi o Crea un account a partecipare alla conversazione.

Moderatori: O. F.
Tempo creazione pagina: 0.141 secondi

Conferenze

informative sul bullismo e sul cyberbullismo

LEGGI TUTTO

Percorsi

con gruppi e classi per il contrasto del bullismo

LEGGI TUTTO

Consulenza

psicologica per chi subisce o agisce bullismo

LEGGI TUTTO

Formazione

per insegnanti, educatori, psicologi e genitori

LEGGI TUTTO

logo sito 2016a

odflab uni 2