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  • Consulenza per chi agisce

    Per quanto il bullismo sia un fenomeno di gruppo e le persone agiscano comportamenti diversi a seconda del  contesto in cui si trovano e del proprio gruppo di riferimento, alcuni soggetti per varie ragioni mettono frequentemente in atto comportamenti persecutori nei confronti di altre persone.

    Le motivazioni possono essere varie, ma resta il fatto che alcune volte chi agisce prepotenza, pur riconoscendo di agire comportamenti inadeguati che sono fonte di sofferenza per altri soggetti, sembra non essere in grado di modificare spontaneamente il proprio comportamento. Sono persone (bambini e ragazzi) che spesso vivono essi stessi condizioni di disagio e di malessere e, quando diventano consapevoli della inadeguatezza dei propri comportamenti, possono essere disponibili a farsi aiutare.

    In questi casi la consulenza psicologica può servire per comprendere meglio cosa spinge la persona a mettere in atto i comportamenti di prevaricazione ed a trovare modalità proficue di cambiamento.

    In alcuni casi i soggetti che agiscono prepotenza in maniera continuativa commettono dei reati per i quali possono subire azioni legali. Tra i vari strumenti a cui la magistratura minorile può ricorrere nel tentativo di rieducare la persona minorenne, vi è anche l'indicazione di un percorso psico educativo o un intervento psicologico clinico. In questi casi la motivazione non nasce direttamente dal soggetto, ma è in qualche modo indotta dall'esterno. E' comunque possibile strutturare un percorso di aiuto, partendo proprio dalla mancanza di consapevolezza e di empatia nei confronti delle vittime. La consulenza è finalizzata a comprendere le motivazioni affettive ed emotive dei comportamenti di prevaricazione, aiutando il soggetto a districarsi nel proprio mondo emotivo, affinchè possa imparare a gestire le emozioni di rabbia o di frustrazione in modo più costruttivo per se e per gli altri.

  • Consulenza per chi subisce

    Premesso  che il bullismo é  un fenomeno di gruppo e che la maggiore responsabilità risiede in coloro che agiscono prepotenze, in molte situazioni il destinatario (o la destinataria) delle prepotenze si trova ad essere solo nel gestire il problema, con conseguenze negative sull'umore, perdita di autostima, calo del rendimento scolastico, senso di frustrazione, comparsa di sintomi di ansia o depressione.

    La consulenza psicologica con questi soggetti è finalizzata a ricostruire un quadro del contesto socio relazionale in cui avvengono le prepotenze, individuare la "storia" delle prepotenze dagli inizi fino alle dinamiche attuali, per trovare insieme al soggetto (ed alla sua famiglia) alcune strategie comportamentali che possano:

    • ridurre le conseguenze del bullismo,
    • contenere le situazioni in cui si manifesta,
    • trovare strategie per coinvolgere figure educative adulte che possano contribuire a meglio gestire il problema,
    • trovare, quando e se possibile, strategie per gestire la relazione con chi agisce prepotenza.

    Nei casi in cui il cambiamento del singolo soggetto che subisce non sia sufficiente a contrastare le prevaricazioni, si prevedono modalità di coinvolgimento della scuola o altri soggetti che rivestono un ruolo decisivo nel mantenimento o, al contrario, nel favorire la riduzione delle situazioni di bullismo o di cyberbullismo.

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