• Intenzione di fare del male e mancanza di compassione : il "persecutore" trova piacere nell'insultare, nel picchiare o nel cercare di dominare la "vittima" e continua anche quando è evidente che la vittima sta molto male ed è angosciata.
  • Intensità e durata: il bullismo continua per un lungo periodo di tempo ed la quantità di prepotenze fa diminuire la stima di sé da parte della vittima.
  • Potere del "bullo": il bullo ha maggior potere della vittima a causa dell'età, della forza, della grandezza o del genere (ad es. maschio più forte della femmina).
  • Vulnerabilità della vittima: la vittima è più sensibile degli altri coetanei alle prese in giro, non sa o non può difendersi adeguatamente ed ha delle caratteristiche fisiche o psicologiche che la rendono più incline alla vittimizzazione.
  • Mancanza di sostegno: la vittima si sente isolata ed esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo perché teme rappresaglie e vendette.
  • Conseguenze: il danno per l'autostima della vittima si mantiene nel tempo e induce la persona ad un considerevole disinvestimento dalla scuola oppure alcune vittime diventano a loro volta aggressori.

In una situazione di normale conflittotra coetanei, nessuno di questi elementi è presente. Le persone coinvolte in un normale conflitto tra pari:

  • non insistono oltre un certo limite per imporre la propria volontà
  • spiegano il perché sono in disaccordo, manifestando le proprie ragioni
  • si scusano o cercano soluzioni di "parità"
  • si accordano e negoziano per soddisfare i propri bisogni
  • sono in grado di cambiare argomento e allontanarsi.

02.07.2002